9 Novembre 2021 - Anno B

Martedì - 32° settimana del tempo ordinario

COMMENTO AL VANGELO



1Cor 3,9c-11.16-17; Sal 45; Gv 2,13-22

 

Dal Vangelo secondo Giovanni ( 2,13-22)

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

 

Fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio” (2,15).

Giovanni oggi ci presenta un Gesù dal volto tutt’altro che tenero: è arrabbiato e addirittura diventa violento. Possiamo immaginare lo scalpore che questa scena ha suscitato nei presenti e soprattutto nei suoi discepoli. Gesù che cammina per le strade della Palestina guarendo e perdonando ora ha in mano una frusta con la quale colpisce qualsiasi cosa gli passi dinanzi.

Non sarebbe stato sufficiente spiegare anche se in modo ardito che ciò che si stava facendo nella casa del Padre era sbagliato? Perché Gesù agisce in questo modo? L’evangelista spiega tutto questo con le parole del salmista: “Lo zelo della tua casa mi divorerà” (cfr Sal 69,10). Lo zelo non indica semplicemente fervore o sollecitudine, ma è l’espressione di un amore appassionato che non si ferma alle parole ma ha bisogno di agire. È qualcosa che cresce dentro e fa scoppiare il cuore. È un sentimento che suscita il coraggio di impegnarsi con slancio senza pesare la fatica: le cose del Padre non si toccano!

Con questo brano del Vangelo oggi il Signore invita la sua Chiesa – e ciascuno di noi – a lasciarsi purificare da tutto ciò che offusca o allontana la presenza di Dio, tutto ciò che non fa della nostra vita il tempio santo in cui Dio dimora.

Questa pagina evangelica annuncia l’infinita pazienza di Dio che, malgrado i nostri ritardi e le nostre fughe, non si stanca di chiedere di abbandonare scelte e comportamenti che non favoriscono la fede e non corrispondono alla nostra dignità di figli di Dio.

Se scrutiamo con onestà la nostra vita non facciamo fatica a individuare cose che non vanno: quante cianfrusaglie riempiono lo spazio del cuore e impediscono di volgere lo sguardo a Dio con limpidezza. Non sempre si tratta di cose cattive, a volte sono solo inutili ma di fatto occupano uno spazio eccessivo e tolgono il posto a ciò che davvero conta.